Proviamo a domandarci se siamo veramente capaci di dare un significato autentico a questo verbo. Proviamo a chiederci in quale grado crediamo di essere predisposti o disposti ad ascoltare. Ascoltare chi? Che cosa? Siamo circondati da una enormità di suoni, di rumori, di parole, che quasi ci sentiamo persi in mezzo a questo caos uditivo. Inevitabilmente siamo costretti a selezionare quello che vogliamo ascoltare. E inevitabilmente si perde la capacità di sviluppare la nostra attitudine all’ascolto: ascoltare non vuol dire, semplicemente, predisporre la nostra attenzione verso qualcosa o qualcuno che ci sta comunicando informazioni più o meno importanti o interessanti, occorre qualcosa di più, occorre rendersi conto che la comunicazione è alla base della nostra intera esistenza;comunicazione intesa come condivisione della nostra vita e delle nostre esperienze. Un rapporto di relazione costruttiva e creativa, non può che farsi sentire parte integrante e complementare di chi sta di fronte a noi. Ascoltare quindi è scendere nel profondo di noi stessi e degli altri, per poi risalire avendo carpito elementi fondamentali per la nostra crescita emotiva e affettiva.